Pseudo recensione di un libro inesistente

copertina Amanda e il bosco degli elfi

Casualmente mi sono imbattuto in un libro inedito, nel senso che non è mai apparso nelle librerie e non verrà mai stampato: “Quando i ricordi tornano...” ed. orsobianco, 2009 e l’ho letto tutto d’un fiato, in apnea. Fortunatamente non era lungo, altrimenti ci sarei rimasto secco. Però questi sono dettagli inutili. Passiamo alla recensione non voluta.

Con piacere al suo interno ho scoperto un romanzo nel romanzo “La fine attraverso la trombata, più nota come i misteri di Cala Violinas” della scrittrice spagnola Maria por Desgracia Navidad, famosa per scrivere i suoi libri in judezmo.

E’ una vera chicca che brilla nel firmamento delle scrittrici di nicchia ma talmente di nicchia che non si vedeva un accidente. La mia buona sorte è stata l’elmetto da minatore con un lucignolo incastrato sopra. Ho pensato di essere una statua al camposanto. Abbandonati questi pensieri tristi, subito mi sono dato da fare per recuperarlo nella lingua originale e tradurlo in italiano. Qualcuno, più vispo e ardito degli altri, mi ha chiesto che lingua è il judezmo e altri, più creduloni, mi hanno domandato «Ma conosci il judezmo?». No, no! Non lo conosco affatto, né ho l’intenzione di impararlo. Nemmeno so se esiste veramente. «Ma come avresti fatto a tradurlo, se non conosci una parola di judezmo e non sai se è una lingua viva?». Niente panico, siamo tutti inglesi! Il piccolo segreto si chiama traduttore di Google, che traduce tutto ma proprio tutto, compresi i peli delle parti nascoste. Però la mia è stata fatica vana, perché il libro si è materializzato già pronto per la lettura. «Che c…!» diranno i più benevoli. In effetti non mi sono lamentato per nulla. Comunque lasciamo perdere questi particolari da guardoni della lettura e concentriamoci sul romanzo, che mi ha lasciato di sasso. Speriamo bene che mi rimetta in fretta. Restare di sasso non fa bene alle articolazioni.

Riporto un breve brano per mostrare la bravura di questa scrittrice, tanto nota da essere totalmente sconosciuta.

Io e Andrea di mattina di buon’ora mettemmo in mare il vaurien. Era una splendida giornata per veleggiare. Tirava un alito di vento verso nord est che avrebbe favorito alla sera il ritorno da Cala Violinas. Andrea era abbastanza abile nello sfruttare la bava contraria per risalire la costa con una bella andatura di bolina.”

E’ la storia intrigante di due donne e un uomo, che si inseguono cercando amore mercenario tra loro. Chi avrebbe immaginato che una donna amasse un’altra donna per farsi scopare dal suo uomo? Quasi da non crederci se non ci fosse stato il nero sul bianco.

E’ una storia avvincente, quasi originale nella sua banalità con colpi di scena che rasentano i colpi di sole che i tre protagonisti hanno di continuo sulla meravigliosa spiaggia di Cala Violinas.

Quale meraviglia può cogliere il lettore leggendo un altro passo del libro.

E così Andrea mi abbandonò con Ester.

Quegli occhi verdi, a volte socchiusi, a volte scintillanti come smeraldi fin dal primo momento mi procuravano delle sensazioni che non ero mai riuscita a classificare.

Adesso immerse in un’atmosfera magica e musicale avevo timore delle mie reazioni, che volevo reprimere e soffocare nella mia mente.

Dunque Ester e Miriam sono sole e nude sulla spiaggia più musicale del sud della Spagna sotto i raggi implacabili del Sole rovente come la passione che le avrebbe travolte.

Maria por Disgracia Navidad riesce ad esprimere con pochi tratti di penna i sentimenti che sbocciano tra le due donne senza cadere mai nell’erotico, solo pruriginosa astuzia per incuriosire il lettore, che ci casca come una pera matura.

E che dire del rapporto caldo come la sabbia di mezzogiorno che Ester e Andrea avranno sul finire del romanzo tra le dune notturne mentre Miriam angosciata cerca di spiare il loro amplesso per una doppia gelosia nei confronti di Ester che la stava tradendo col suo uomo, e di Andrea, che gli soffiava la donna della passione e del cuore.

Il fresco della notte, l’odore inconfondibile del mare si fece strada nella mente che cominciava a pensare a dove erano finiti Andrea e Ester.

I cattivi pensieri frullavano come maionese impazzita nella testa mentre un senso di angoscia e di rabbia mi spingeva a muovermi…

Veramente è di una bravura che non si può misurare nelle descrizioni, nei sentimenti, nella storia quasi piatta da rasentare la noia. Non saprei come valutarla tanto sono incapace nella scrittura. Quindi fidatevi perché il ciel v’aiuta.

Che dire ancora, dopo che l’ho premiata con ben cinque stelline? E voi direte «E che me ne importa delle tue stelline del c…». A me nulla come a voi del resto.

Un ultimo consiglio per l’acquisto.

Leggete questo romanzo e non vi pentirete. Però io mi rendo irreperibile. Non si sa mai che qualcuno non mi insegua col forcone.

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  1. Ma che cosa centra “Amanda e il bosco degli Elfi”?
    Mio figlio mi direbbe: -Hei ma, hai esagerato con la buena hierba dentro il tè?- oppure -chi ha visto la confezione di prozac per la zia?-
    Ma sai come sono i giovani… si divertono alle nostre spalle!

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  2. Mi hai messo in curiosità ma credo siano sufficienti gli stralci che hai messo. In compenso se mai scrivessi un libro vorrei una tua critica perchè riesci a vendere anche quello che non c’è! Complimenti!!!

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