pensieri sparsi

Ho trovato alcune frasi che ho trovato interessanti. su Velvet allegato alcuni giorni fa a La Repubblica e ve li propongo. Non conosco l’autore (o l’autrice), anche se sospetto che sia Susanna Schimperna. Dal disegno unito alle due frasi penso che si riferisca alla donna Leone e all’uomo Leone.

"Nel lavoro l’impegno deve essere costante e senza concessioni a quella voglia di tirare via che ogni tanto ti prende, più perché sei sicura di te stessa che per noncuranza."

"Le persone comuni sono pericolose, scriveva Lernet-Holenia. molto più pericolose delle persone insolite. Chi a che fare con loro è destinato a soccombere."

Questa invece è relativa all’oroscopo LUI del Cancro.
"Il linguaggio è un virus? Lo dice William S Borroughs al giornalista Robert Palmer (intervista nel libro <Rock’n’roll Virus>), lo sperimenti in ogni attimo della giornata. Le frasi si diffondono senza controllo, vivono di vita propria, si autoriproducono. Le tue frasi, le frasi degli altri. Nel processo, il significato si perde o cambia. Attento dunque alle parole, possono danneggiarti ritorcendosi contro di te o condizionarti perché tutti le credono veritiere quando tu, e forse nessun’altro, sa che non lo sono. I migliori risultati li ottieni parlando il meno possibile. Sia nei rapporti privato che professionali."

Mi hanno colpito perché contengono un sottofondo di verità che ognuno di noi riconosce nel proprio intimo, ma esterna in modo differente.

Visto che la Schimperna mi consiglia di tacere, taccio.

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8 thoughts on “pensieri sparsi

  1. Le parole…le parole scritte nei libri hanno una magia, mi fanno sognare, mi tengono compagnia, mi seducono…le parole dette possono anche fare male, possono anche uccidere.
    Ci vuole autela nel proferirle, sempre!
    E tante volte è meglio il silenzio.
    Molte volte ci esprimiamo meglio conuno sguardo, una carezza, un abbraccio. E se desideriamo che qualcuno sappia che ci ha fatto del male, quale cosa migliore del silenzio che lo ignora??
    Una volta ho partecipato ad un ritiro in un convento cattolico, c’era la regola del silenzio.
    Sono stati tre giorni stupendi.
    Durante l’ultimo pranzo era permesso parlare….che delusione, avevo creduto che tutti i miei “colleghi” del ritiro fossero quasi “santi”….
    Ti abbraccio. fresiadicielo

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  2. Fresiadicielo
    Il tuo lungo commento l’ho letto più volte perché contiene tante verità (almeno per me).
    Il silenzio è migliore del parlare e molto spesso ascolto senza dire nulla.
    Il silenzio dona pace e consente l’introspezione interna.
    Grazie di cuore per l’intervento.
    Un caro saluto.

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