non passava giorno – cap. 11

Sofia invitò Laura la sera successiva. Voleva ascoltare la sua opinione sulla relazione con Matteo, sull’invito a Cernobbio e il resoconto della nuova vita che l’amica aveva iniziato da pochi giorni.

Credi che abbia fatto la scelta appropriata con Matteo?” le chiese con un filo di apprensione. “Il nostro rapporto viaggia sul binario giusto oppure sta andando verso uno morto?”

L’amica raccolse le idee prima di risponderle. ‘Dare dei suggerimenti’ pensò Laura, ‘è difficile e complicato. Si rischia sempre di darli sbagliati’.

Ascoltando le tue parole” disse a Sofia, ‘ho percepito che il tono è quello giusto. Tu sei innamorata di Matteo”. Fatta una breve pausa riprese a parlare. “Che altro aggiungere? Le mie sono le sensazioni percepite, se lui non è un farfallone e non mi ha tratto in inganno. Formate una bella coppia. Ti trovo addolcita rispetto l’ultima volta che ci siamo viste. Più tenera e sognante. L’amore ti fa bene” concluse Laura.

Sul viso di Sofia comparve un sorriso di ringraziamento e di sollievo per le parole pronunciate dall’amica.

Rifletteva, indugiando nel formulare la seconda domanda, perché percepiva di essere cambiata dentro e fuori. Si sentiva più calma, serena e tranquilla adesso che frequentava con assiduità Matteo. Vedeva quello che la circondava con occhi diversi, come se avesse cambiato le lenti negli occhiali, adattandole alla nuova visuale.

Ho una seconda questione da affrontare” fece l’amica, “ma non riesco a trovare le parole adatte. Sono incerta come proporla”.

Non ti preoccupare. Tu esponi con chiarezza il problema. Cercherò la risposta migliore, secondo il mio punto di vista” disse Laura. “Non chiedere di mettermi il mondo sulle spalle, perché non lo farò”.

Sorridente aspettò che l’amica cominciasse a parlare. Sofia iniziò titubante e imbarazzata, perché aveva sempre sbandierato ai quattro venti che inviti a cene o pranzi ufficiali o comunque con molti commensali non li gradiva, non riusciva a digerirli. Adesso si trovava nella scomoda posizione di rinnegare le proprie idee, perché quell’invito la stuzzicava non poco. L’argomento era l’invito di Matteo a Cernobbio.

Matteo,“ esordì incerta nel tono, “mi ha invitata a Cernobbio in occasione del meeting organizzato dal suo studio professionale”.

Fece una breve pausa, riprendendo a esporre la questione con più sicurezza. “Come sai, detesto partecipare a cene e pranzi ufficiali, perché non mi sento a mio agio. Però capisco che è l’occasione giusta per presentarmi in modo ufficiale. Sono incerta se accettare oppure no. Secondo te, come mi devo comportare?”.

Laura rifletté sul quesito, prima di rispondere, soppesando i pro e i contro. “Penso che tu faccia bene ad accettare”.

Secondo lei era l’occasione giusta per capire le reali intenzioni di Matteo, che potevano essere serie oppure era una semplice infatuazione, un innamoramento passeggero.

Sarai nel suo mondo” aggiunse. ”Potrai conoscere le persone, che dovrai frequentare, se la relazione si concretizza”.

Sofia non rispose ma continuò a mangiare in silenzio. Stava ragionando attorno a un’idea, che le era spuntata, mentre ascoltava la risposta di Laura. “Avrò una suite tutta per me” disse. “A parte pranzi e cene avrò nella giornata molto tempo libero. Se Matteo è d’accordo, potresti tenermi compagnia durante quel week end”.

Laura rimase con la posata a mezz’aria e la bocca semiaperta come se fosse diventata di sasso, perché non si aspettava minimamente una proposta del genere.

Hai perso la parola? “ chiese allegra Sofia.

No” rispose Laura basita, “ci riesco ancora, nonostante la sorpresa della proposta. Una splendida occasione per due giorni da sogno a Villa d’Este”.

Matteo stava progettando un fine settimana ricco di sorprese per tutti.

Nei giorni successivi al primo incontro con Laura Paolo aveva provato inutilmente a contattarla. Lei l’aveva attratto fin dal primo istante ma visto gli esiti dei contatti decise che era superfluo correrle dietro. ‘Sprecherei il mio tempo’ si disse. ‘Ho un grosso progetto di recupero edilizio da seguire. Non posso permettermi delle distrazioni. Specialmente con una donna che si dimostra refrattaria alle mie avance’.

Immerso nel lavoro si dimenticò di Laura, finché una sera di ottobre non arrivò una chiamata da Matteo.

Ciao,“ esordì allegro, “stai bene? E’ da tempo che non ci sentiamo. Impegnatissimo col tuo lavoro?”

Veramente sei tu che sei sparito dalla circolazione!” rispose Paolo. “Qualche uccellino mi ha sussurrato che sei finito in gabbia. E’ una gabbia dorata ma è pur sempre una gabbia”.

Ah! Ah! Quante malelingue ci sono!“ replicò ridendo Matteo. Secondo lui erano solo degli invidiosi perché aveva trovato un bel passerotto da coccolare. “Hai impegni stasera? Vorrei parlarti di un progetto per un fine settimana, che comprende anche Laura. Ti ricordi quella coi capelli rossi?”

Certo“ disse Paolo. “E chi riesce a dimenticarla! Si dà il caso che l’abbia messa tra le partite perse e non ho molte intenzioni di ripescarla di là”.

Lui non era riuscito a capire l’atteggiamento della ragazza e le motivazioni che l’avevano spinta a comportarsi così. Lei si era mostrata gentile e cortese ma distaccata e formale, come se avesse voluto deliberatamente tenerlo lontano. Non aveva legami sentimentali, a quanto gli risultava, perché si era informato su di lei con discrezione. Tuttavia si era negata in modo vistoso. Più di una volta si domandò se nell’unico incontro avuto avesse tenuto un comportamento da giustificare l’indifferenza di Laura. L’incontro con l’amico rappresentava l’occasione per chiarire i motivi per i quali il rapporto non era mai decollato.

Per stasera ho già un impegno” gli disse. “Domani sono libero. Non contare su di me per i tuoi week end sentimentali! Specialmente se è coinvolta Laura. Non si è mai degnata di rispondere alle mie telefonate”.

L’amico rimase stupito, perché era la prima volta che sentiva delle difficoltà di Paolo a mettersi in contatto con Laura.

Vedrò di raccogliere delle informazioni su di lei” disse Matteo. “A domani sera alle dieci alla Caffetteria del Corso”.

Matteo pensò a come affrontare il problema. Stabilì che non era il momento adatto per sviluppare una strategia, perché doveva concentrarsi sulle pratiche, che affollavano il tavolo. Comprese che Sofia sarebbe stata in grado di dargli tutte le risposte sulla freddezza di Laura. Lo fece all’ora di cena, perché lei non voleva essere disturbata da messaggi privati durante l’orario di lavoro. Aveva stabilito di mantenere separati i due mondi, quello professionale e quello privato.

Con abilità e delicatezza riuscì a ottenere da Sofia le informazioni che chiarivano i motivi dell’atteggiamento di Laura. Dalla relazione con Marco all’addio traumatico fino alla sera in cui si erano conosciuti.

La sera successiva i due amici, seduti a un tavolo, parlarono di quanto era riuscito a ottenere da Sofia. Il quadro era abbastanza preciso nelle linee generali. Tuttavia gli mancavano dei dettagli per sbloccare la situazione di stallo in cui erano caduti i rapporti tra lei e Paolo. Aggiunse che secondo Sofia l’ex era ritornato a Ferrara, dove abitava prima dell’università senza conoscerne i motivi.

É stato un duro colpo per Laura” disse Matteo. “Ancora oggi non ne è uscita completamente. Quella rottura la tormenta ancora”.

Ecco il motivo di tanta freddezza!” esclamò Paolo “L’amica pensa che possa esserci qualche speranza?”

Matteo scosse la testa. “Non lo so. La sera, nella quale le abbiamo conosciute, era la prima volta che usciva dopo l’addio. Secondo me era ancora sotto choc”.

Ho capito tutto. Non risolve il problema. Lo rende solo più chiaro” affermò con amarezza Paolo.

Ho una proposta” disse Matteo cambiando bruscamente argomento. “Un fine settimana in nostra compagnia e di Laura”

Non ci penso minimamente” replicò piccato Paolo. “Basta e avanza quella sera!”

Capisco” fece Matteo in ansia. “Potresti partecipare al pranzo di gala di chiusura”.

Osservò attentamente Paolo, prima di avanzare l’ultima proposta. “Posso mandarti l’invito?”

Mandamelo. Ma ci devo pensare” replicò Paolo. “Possiamo parlare di altri argomenti meno spinosi senza tornare su Laura, l’oggetto dei miei desideri, su week end pasticciati o su altre questioni amorose?”.

Matteo trasse un profondo respiro, perché Paolo non aveva chiuso le porte alle sue proposte. Forse tra qualche giorno avrebbe cambiato idea, accettando l’invito.

Chiuso l’argomento Laura, chiacchierarono sui loro progetti professionali, sullo sport e su altri argomenti.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

RELATED POST

Non passava giorno – cap. 43

I tre cunicoli - su swashwords “...’Che buffo cartello’ disse lo scoiattolo ad alta voce mentre si dirigeva nella deviazione…

Non passava giorno – Cap. 42

Le linee parallele si incrociano Il sole era già alto sull’orizzonte quando Laura e Marco aprirono gli occhi dopo il…

Non passava giorno – Cap. 41

Un qualcosa d’insistente e modulato proveniva da lontano. Matteo, che stava sognando mondi incantati, tenendo abbracciata Sofia, sembrò infastidito da…

Non passava giorno – cap. 40

I tre cunicoli - su swashwords Agnese era stremata, quando riemerse dal sonno agitato, pieno d’incubi sgradevoli e di sogni…